mercoledì 28 dicembre 2011

Gingerbread cookies


Buongiorno a tutti, come state?
So di essere stata particolarmente assente durante tutto il mese ma, tra il viaggio ai Caraibi, l'ultimo esame prima delle vacanze e la preparazione del pranzo di Natale, non ho proprio avuto tempo da dedicare al mio piccolo spazio virtuale.
Mi auguro abbiate trascorso tutti un bellissimo e sereno Natale e che vi siate abbuffati, riposati, rilassati e quant'altro. Dal canto mio cercherò al più presto di passare dai vostri blog per aggiornarmi, intanto vi dico che nell'anno nuovo ho intenzione di pubblicare un post tutto dedicato alla Martinica, con racconti, foto, piatti tipici e chi più ne ha più ne metta.
Intanto vi lascio una ricetta proprio adatta a questo periodo, scovata (neppure a dirlo) su quella che io ormai definisco "la mia Bibbia della cucina americana", ovvero "Buon Appetito America!" di Laurel Evans. Si tratta dei tipici biscottini speziati del nord Europa, importati poi negli USA e cucinati da grandi e piccini sotto le feste natalizie (si possono infatti anche appendere all'albero). So che molti di voi li conoscono e li hanno provati in più occasioni, ma questa era la mia prima volta...ecco la ricetta!


Ingredienti (per una dose abbondante, circa 60 biscotti piccoli):
420 g di farina OO dolci e sfoglie Molini Rosignoli;
2 cucchiaini di zenzero in polvere;
1 cucchiaino di cannella in polvere;
1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere;
1/2 cucchiaino di noce moscata in polvere;
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio;
1/2 cucchiaino di lievito per dolci;
1/2 cucchiaino di sale;
100 g di burro a temperatura ambiente;
110 g di zucchero bruno*;
1 uovo grande;
250 g di melassa**;

Per la glassa:
2 albumi grandi;
2 cucchiaini di succo di limone;
320 g di zucchero a velo.

*se non lo avete, mescolate 1 cucchiaio di zucchero di canna con dell'acqua (in modo che il composto sia abbastanza liquido) -in questo modo formate la melassa- e aggiungetelo poi a 85-90 g di zucchero semolato. Mescolate. Se avete già la melassa mescolatene semplicemente 1 cucchiaio con lo zucchero semolato.

**se non la avete, mescolate 200 g di zucchero di canna con 50 g di acqua.


Mescolate insieme i primi 8 ingredienti e mettete da parte. Fate sciogliere il burro su fuoco dolce e lasciate raffreddare, poi mescolatelo con lo zucchero bruno fino a quando il composto sarà chiaro e spumoso. Unite l'uovo e la melassa. Incorporate gradualmente il composto con la farina fino a quando saranno amalgamati. Dividete l'impasto a metà e formate due dischi. Avvolgeteli nella pellicola e mettete in frigorifero per almeno 2 ore e fino a 2 giorni al massimo.
Scaldate il forno a 180°C. Lavorando un disco alla volta, mettete l'impasto su carta da forno leggermente infarinata e stendetelo a 3-4 mm di spessore. Ricavate le forme con un tagliabiscotti ed eliminate la farina in eccesso. Trasferite su teglie rivestite di carta da forno. Se preparate le decorazioni per l'albero, fate un forellino in cima ad ogni biscotto per metterci un fiocco quando saranno pronti.
Per biscotti più morbidi, infornateli per 8-10 minuti; se li volete più croccanti o da appendere all'albero, cuoceteli per 11-12 minuti.
Preparate la glassa: in una ciotola capiente, montate gli albumi con il succo di limone. Unite lo zucchero a velo setacciato e sbattete ad alta velocità finché il composto è liscio e ben amalgamato. La glassa va usata subito o conservata in un contenitore ermetico. Se non la usate subito, copritela con la pellicola o si indurirà.
Mettete la glassa in una tasca da pasticcere con la bocchetta piccola. In alternativa usate un sacchetto da congelazione tagliato nell'angolo.
Decorate i biscotti come preferite.


venerdì 2 dicembre 2011

Bunet e...buon viaggio!


Il fatto che io sia piemontese per metà (mia mamma è originaria della provincia di Cuneo), lo si evince, gastronomicamente parlando, da due cibi dei quali vado pazza: il bunet e il vitel tonnè (il vitello tonnato, per dirlo all'italiana). Non sono infatti un'amante sfegatata ne del bollito, ne del fritto misto, ma dei due cibi elencati in precedenza potrei mangiarne a volontà senza stufarmi mai. 
E così ho pensato, durante una di quelle giornate in cui avevo particolarmente voglia di qualcosa di dolce, perchè non andare indietro nel tempo e prepararmi un bel bunet? Per chi non lo conoscesse, si tratta del budino piemontese per eccellenza: cacao, uova, zucchero e il tocco speciale, gli amaretti. Il tutto cotto a bagno maria, a differenza del classico budino al cioccolato, cosa che gli consente di mantenere quella texture ineguagliabile, non liscia ma quasi spugnosa del vero bunet.
Quando ero piccola ed andavo a trovare la nonna per il week-end, a volte lei (che aveva tante buone qualità ma non era una brava cuoca, bisogna ammetterlo) me lo faceva trovare pronto in piccoli stampi di acciaio. E ricordo come fosse ieri il breve tragitto dalla cucina calda calda in inverno grazie alla stufa, alla sala fredda fredda senza ricaldamento dove il bunet si trovava, sul tavolino, ad aspettarmi. 
E quello si che sapeva cucinarlo bene...


Ingredienti:
4 uova;
6 cucchiai di zucchero;
2 cucchiai di cacao;
1 cucchiaino di caffè solubile;
100 g di amaretti;
1/2 l di latte;
1 bicchierino di rum.

In una terrina abbastanza capiente, sbattete le uova con 4 cucchiai di zucchero. Unite poi il cacao, il caffè solubile, mescolate bene ed aggiungete il latte tiepido a filo ed il rum. Dopodichè sbricolate gli amaretti ed uniteli al composto.
Preparate ora il caramello:  in un pentolino ponete il restante zucchero ed un dito d'acqua e lasciate sul fuoco fino a quando non si formerà un caramello bruno (10-15 minuti circa). A questo punto versate il caramello nello stampo da plum cake, poi versatevi sopra il composto. Cuocete a bagnomaria a 180°C in forno preriscaldato per circa 30 minuti. Lasciate raffreddare, ponete in frigo e, quando sarà il momento di servire, rivoltate su piatto da portata e tagliate a fette.


Ed ora vi saluto con la seguente informazione: La Cucina di Gigì si prende un paio di settimane di vacanze poichè Gigì stessa sarà in vacanza...dove?
Beh, vi do un piccolo indizio...


Volo in Martinica che, per chi non la conoscesse, è un'isola francese nel mar dei Caraibi!
Ci risentiamo prima di Natale, allora, a prestissimo!

mercoledì 23 novembre 2011

American Apple Pie


Non  so voi, ma quando ero piccola, ero un'assidua lettrice di Topolino. Adoravo tutti i personaggi Disney in egual misura e amavo tutte le storie narrate. E quando tra le pagine compariva Nonna Papera, io ero sempre ammirata da queste fantastiche torte fumanti che sfornava, affascinata dal colore giallino e dalla voracità con cui questi dolci venivano divorati.
Solo più tardi ho imparato a dare un nome alla Apple Pie e per mesi e mesi ho cercato sia il momento che la ricetta giusta, rimandando sempre l'occasione. Ho trovato l'occasione lo scorso week-end, mentre la ricetta perfetta non poteva che essere quella di Laurel Evans e del suo adorabile libro (di cui piano piano sto testando vari piatti, sempre con successo) "Buon Appetito America". Nel mentre ho approfittato della rimanenza di pasta briseé per sfornare anche un paio di mini crostatine...buonissime!
Consiglio questa ricetta a tutti: nonostante tra gli ingredienti non vi sia il cioccolato con i suoi noti componenti anti depressivi, questa Apple Pie mangiata calda o tiepida e con una pallina di gelato alla vaniglia, farebbe ritornare il buon umore a chiunque...

Approfitto di questo post per annunciare una nuova collaborazione tra La Cucina di Gigì e la ditta Molini Rosignoli, grazie alla quale ho ricevuto una cospicua fornitura di farina. Ho avuto modo dunque di testare la loro farina speciale per dolci, morbida e vellutata al tatto e profumata all'olfatto. Mi sono trovata incredibilmente bene, l'impasto è risultato compatto e solido esattamente come doveva essere e l'utilizzo di questo tipo di farina ha sicuramente giovato alla apple pie.
Vi lascio con la ricetta dunque, copiata passo passo dal libro di Laurel.


Per la Flaky Pie Crust (pasta briseé friabile)

Ingredienti:
320 g di farina;
1/4 di cucchiaino di sale;
1/4 di cucchiaino di lievito per dolci;
200 g di burro freddo e tagliato a quadratini;
5-7 cucchiai di acqua gelata;
1 cucchiaio di aceto.

Per evitare che la pasta diventi dura, Laurel ci raccomanda di utilizzare tutti gli ingredienti freddissimi: mettete la farina in frigorifero per almeno 3o minuti e i pezzetti di burro in freezer per 10 minuti.
Fate la fontana sulla spianatoia con farina, lievito e sale, amalgamate quindi il burro freddo in modo che il composto diventi ben granuloso (le briciole dovranno essere grandi quanto piselli). Ricomponete la fontana, quindi unite l'aceto e l'acqua ghiacciata in modo che il composto risulti friabile ma rimanga attaccato alle dita se lo si pizzica.
Trasferitelo in un sacchetto di plastica (quelli per il freezer, per intenderci) e impastate rapidamente attraverso il sacchetto finché il composto sta insieme. Dividetelo a metà e formate due palle di impasto, avvolgetele nella pellicola e appiattitele a disco. Mettete in frigorifero per almeno 1 ora (meglio per una notte) prima di stendere la pasta.

Per l'All-American Apple Pie (crostata di mele americana)

Ingredienti:
8 mele Granny Smith;
120 g di zucchero (più 1 cucchiaio per la copertura);
1 cucchiaio di succo di limone;
1/4 di cucchiaino di sale;
1 cucchiaino di cannella in polvere;
1/4 di cucchiaino di noce moscata in polvere;
1/4 di cucchiaino di chiodi di garofano in polvere;
1 cucchiaio e 1/2 di maizena (io ho utilizzato la fecola di patate);
30 g di burro;
1 uovo, sbattuto leggermente con un cucchiaino d'acqua;
pasta briseé friabile.


Stendete la pasta briseé friabile in un disco di 30 cm di diametro, a uno spessore di circa 3 mm o più sottile. Trasferite in una tortiera di 22-24 cm di diametro, lasciando un bordo di 1 cm. Coprite con la pellicola e mettete in frigo per almeno 3o minuti.
Sbucciate le mele, privatele del torso e tagliate a fette di 5 mm. Trasferitele in una ciotola capiente e mescolate con lo zucchero, il succo di limone, il sale e le spezie. Lasciate marinare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti, poi scolatele raccogliendo i succhi. Versateli in un pentolino antiaderente su fuoco medio con il burro e fate bollire finché il composto è sciropposo e leggermente caramellato, per circa 5 minuti, ruotando il pentolino ma senza mescolare. Mescolate le mele con la maizena finché questa non è più visibile. Versate lo sciroppo sulle mele, mescolate e trasferite il ripieno nel guscio di pasta freddo.
Stendete il secondo disco di pasta briseé e appoggiatelo sul ripieno. Rifilatelo a circa 1 cm dall'orlo della tortiera e premete il bordo su quello della base. Ripiegatelo in sotto in modo che sia al livello del bordo della tortiera. Formate delle scanalature o premete i rebbi della forchetta per sigillare bene. Praticate quattro tagli ad angolo retto sulla superficie. In alternativa (come cioè ho fatto io) tagliate delle striscioline di impasto e usatele per creare una decorazione a reticolo. Mettete in frigorifero per 30 minuti.
Scaldate il forno a 215°C. Spennellate la superficie con l'uovo sbattuto e cospargete uniformemente con un cucchiaio di zucchero. Cuocete direttamente sulla base del forno o al livello più basso per 45-55 minuti o finché i succhi ribollono e la superficie è molto dorata. Se si scurisce troppo rapidamente, coprite con un foglio di alluminio.
Servitela calda con gelato alla vaniglia.


Con questa ricetta partecipo molto volentieri al contest Love me cake del blog "La vita segreta delle torte"

giovedì 17 novembre 2011

Falsa Flamiche di Julia Child

Ok, lo ammetto: io non amo le verdure.
Sono rimasta ancora nell'infanzia, quando era "logico" e "normale" che ai bimbi non piacesse tutto ciò che era verde e con le foglie, preferendo invece un bel piatto di patatine ultra fritte accompagnate da una bella bistecca impanata. Io ero quel tipo di bambina, quella a cui la sola vista del minestrone faceva venire la nausea (e non scherzo...), quella che di nascosto dalla vista della propria madre rimetteva cucchiai di brodo, verdure, cereali e quant'alro nella pentola perché non voleva mangiarla.
Quella che, quando i genitori le dissero "O mangi la minestra o vai a letto senza cena" si alzò tranquillamente dal tavolo, si chiuse in bagno, indossò il pigiama e uscì pochi minuti dopo augurando la buona notte a tutti e filando dritta dritta nel letto.
Credo che mia madre si sia augurata più volte che, crescendo, avrei imparato a farmi piacere carote, broccoli, spinaci e insalata (ahhh, l'insalata...non ci crederete ma è una delle cose che proprio non posso vedere, soprattutto condita con olio e una tonnellata di aceto...brrrr...), ma tutto ciò non è accaduto, ahimè. Ed ora, alla veneranda età di 23 anni, la mia sopportazione per gli ortaggi è davvero limitata: pomodori, piselli, patate, lenticchie, soia sono pressoché le uniche verdure che riesco a mandare giù da sola senza storcere il naso.
Ma, e qui viene il bello, appassionarmi alla cucina mi ha permesso di sperimentare e trovare nuovi modi per ingerire alimenti che, adesso lo capisco, sono indispensabili per una dieta equilibrata e per il naturale sviluppo del nostro organismo. Quindi mi sono messa d'impegno e ho cominciato a produrre torte verdi, quiche, polpette, tutto ciò che mi permettesse appunto di utilizzare verdure e verdurine.
Insomma, non mi vedrete mai mangiare un'insalata mista a pranzo, ma una belle torta verde fatta in casa si!

Ed è così che mi ricollego alla ricetta di oggi, scovata per caso qui mentre cercavo un modo per smaltire una cassa piena zeppa di verdure che un'amica di mia mamma le ha regalato. La Flaminche originale, a detta dell'adoabile Julia Child, prevede l'uso della pasta di pan brioche e di un formaggio particolare, il Maroilles. Io ho seguito le indicazioni di Cindystar e devo dire che il risultato è stato piuttosto gradevole. L'unica cosa negativa è che avevo pochi porri, la prossima volta cercherò di utilizzarne di più!


Ingredienti:
500 g di porri affettati;
120 g di acqua;
50 g di burro;
1 cucchiaino di sale;
3 uova;
250 ml di panna fresca;
1 pizzico di noce moscata;
1 pizzico di pepe;
50 g di Emmental grattugiato;
riccioli di burro q.b;

-Per la pasta briseé:
200 g di farina;
120 g di burro freddo a pezzetti;
1/2 cucchiaino di sale;
1 pizzico di zucchero;
4 cucchiai e mezzo di acqua fredda.

Preparate innanzitutto la pasta briseé: sulla spianatoia fate la fontana con la fina e il burro molto freddo e con le mani spezzettate quest'ultimo in modo che il composta divenga grumoso. A questo punto rifate la fontana e aggiungete sale, zucchero e l'acqua gelida. Impastate fino a quando l'impasto non sarà compatto (se necessario aggiungete altra acqua) e avvolgete la "palla" nella pellicola. Lasciate in frigo almeno 1 ora, meglio se tutta la notte.
A questo punto stendete la pasta della misura desiderata sulla spianatoia infarinata (io ho utilizzato una teglia da 24 cm di diametro) e, aiutandovi con il mattarello, trasferitela sulla teglia facendola bene aderire ai bordi. Se necessario, ripiegate la pasta in eccesso all'interno, non buttate via nulla. Con l'aiuto di una forchetta bucherellate l'impasto, poi stendetevi sopra un foglio di carta da forno e utilizzate gli appositi pesi (oppure i cari, vecchi fagioli secchi) affinché l'impasto non si alzi nel forno. Infornate in forno preriscaldato a 200°C per 6/9 minuti, poi estraete carta da forno e fagioli e continuate la cottura per ulteriori 2/3 minuti.
Preparate a questo punto il ripieno: in una casseruola ponete a rosolare i porri tagliati sottili con burro, acqua e sale e fate cuocere a fuoco vivace con il coperchio fino a quando i liquidi non saranno evaporati. Abbassate il fuoco e cuocete ancora le verdure fino a quando non saranno tenere.
Sbattete in una ciotola le uova con la panna, la noce moscata e il pepe. Aggiungete i porri stufati e mescolate per bene. Aggiungete il ripieno all'interno della sfoglia di briseé semi-cotta, spolverando con l'Emmental grattugiato e qualche ricciolo di burro. Infornate a 190°C per 25/30 minuti o finché sarà ben dorata.


Con questa ricetta partecipo al contest "Le torte dolci e salate" dei blog Sapori di casa e La pentolaccia di Lianina.

sabato 12 novembre 2011

Girelle salate

In realtà riguardo a questa ricetta non c'è molto da dire.
In questi giorni di pace e tranquillità casalinghi (che ogni tanto, si sa, ci vogliono proprio) ho ricevuto materiale inviatomi da alcune ditte per iniziare nuove collaborazioni. Il mio entusiasmo culinario ha fatto si che i (pochi) neuroni sani del mio cervello cominciassero a turbinare vorticosamente, in cerca di qualche idea che rendesse onore ai prodotti ricevuti. Così ho "partorito" queste girelle salate, non la più grande invenzione della cucina moderna ovviamente, ma qualcosa di sfizioso, semplice e d'effetto, adatto anche in quelle serate in cui si invitano ospiti a cena ma non si ha tempo/voglia di mettersi a spiattellare per ore. Ovviamente le girelle in questione possono essere farcite con qualsiasi cosa si abbia in casa; io ho scelto, oltre a prosciutto e mozzarella, metà vasetto della bruschetta olive e ciliegino della ditta Agromonte e i semi di papavero gentilmente offerti dall'azienda Melandri e Gaudenzio.
Il risultato è stato davvero ottimo!

Ingredienti:
1/2 panetto di lievito fresco;
1/4 di cucchiaino di zucchero;
125 ml di acqua calda;
250 g di farina 0;
1/2 cucchiaino di sale fino;
1/2 cucchiaio di olio di oliva;
1 etto di prosciutto cotto;
1 mozzarella;
1/2 vasetto di bruschetta olive e ciliegino Agromonte;
semi di papavero Melandri e Gaudenzio q.b.

Preparate un semplice impasto base per pizza: i una terrina media amalgamate il lievito fresco con lo zucchero e, sbattendo con una forchetta aggiungete l'acqua piuttosto calda. Lasciate riposare per 10 minuti finché si formerà una schiuma.
Setacciate la farina con il sale in una capiente terrina e formate al centro una fontana. Versate il composto a base di lievito, quindi aggiungete l'olio d'oliva. Mescolate prima con la forchetta, poi con le mani, fino a formare l'impasto. Trasferitelo su un piano leggermente infarinato e, dopo che avrete lavato e asciugato le mani, lavoratelo rapidamente per 5-10 minuti. Formate una palla tonda, riponetela in una terrina cosparsa d'olio, copritela con pellicola o con un canovaccio umido e lasciate lievitare in un luogo tiepido, lontano da correnti d'aria, fino a quando raddoppierà di dimensioni (1 h e mezzo circa).
Scoprite la pasta, lavoratela con le mani in modo da eliminare l'aria, quindi trasferitela su un piano da lavoro leggermente infarinata e stendetela con il mattarello in forma rettangolare. A questo punto siete pronti per farcire il tutto: spennellate sulla superficie qualche cucchiaio di bruschetta olive e ciliegino Agromonte (o, in alternativa del sugo di pomodoro con olive, origano, pepe o come più vi piace, sbizzarrite la vostra fantasia), stendete le fette di prosciutto cotto, poi quelle di mozzarella e infine cospargete con semi di papavero Melandri e Gudenzio. Una volta che il vostro rotolo sarà completamente farcito, prendete i lembi superiori della pasta e arrotolatela su se stessa in modo da formare un salame lungo. Sigillate bene i bordi in modo che il condimento non sfugga, poi cominciate a tagliare a fettine più o meno spesse. Adagiate le girelle salate su una pirofila coperta di carta da forno, spolverate ancora con i semi di papavero e ponete in forno preriscaldato  a 220°C per 10-15 minuti o fino a quando la pasta non sarà dorata e la mozzarella sciolta.
Servite calde o tiepide.

Giusto per la cronaca, vi mostro il contenuto dei pacchi che mi sono arrivati in questi giorni:

Questo è il contenuto del pacco della ditta Agromonte

Questo invece della ditta Melandri e Gaudenzio.
Devo dire che entrambe le aziende sono state molto gentili e collaborative, non posso proprio lamentarmi!


lunedì 7 novembre 2011

Crostata di mele con la mela intera

Dopo un fine settimana come quello appena trascorso, nel quale la mia Liguria è stata flagellata e messa in ginocchio dal maltempo, credo abbiamo tutti bisogno di un po' di consolazione. Venerdì mattina, quando sono uscita dalla mia casa di Genova per andare a lezione, mai mi sarei immaginata che il dramma e la tragedia avrebbero devastato la città e la regione. Certo, eravamo stati avvertiti che ci sarebbero state violente precipitazioni, ma che metà città si sarebbe trovata sotto l'acqua...beh, quello no. Io, che abito nell'altra metà di Genova, quella che per fortuna non è stata particolarmente colpita, alle 10.30 mi sono ritrovata con l'acqua fino a sotto il ginocchio e bagnata fradicia dalla testa ai piedi (mutande comprese, giuro!), con il mascara colato sulle guance e i quaderni per gli appunti bagnati. Il tutto, ripeto, in quella zona di Genova lontana da fiumi e torrenti.
Comunque, per tornare all'inizio del post, un po' di consolazione, di conforto è doveroso in una situazione del genere. Ed ecco che, dunque, cerco di tirare un po' su gli animi nell'unico modo che realmente conosco: cucinando.

Nel numero di Sale&Pepe di ottobre (uscito nelle edicole quasi completamente rinnovato), ho trovato questa crostata di mele che mi ha subito incuriosita. E' una ricetta proposta dal direttore Laura Maragliano, la quale specifica di utilizzarla sin dal lontano 1977, anno in cui uscì il volume "Dolci per ogni occasione" di Fernanda Gosetti, oggi purtroppo introvabile. Di torte di mele, si sa, esistono varianti su varianti, praticamente ogni famiglia ha la sua, quella che, sperimentata nel tempo, ha raggiunto la perfezione. Ma questa crostata è diversa, più laboriosa ma anche più raffinata in quanto, alla fine una mela intera viene avvolta in un giro di pasta brisèe e lasciata a cuocere in forno con la torta. Il gusto è molto simile a quello dello strudel (dolce che, a dir la verità, io non amo particolarmente), vi consiglio di provarla poichè, vi assicuro, a tavola farete un figurone...


Ingredienti (per una tortiera di 24 cm di diametro):
280 g di farina 00 Antigrumi Molini Pivetti;
170 g di burro;
800 g di mele renette;
3 dl di latte;
100 g di zucchero;
80 g di biscotti secchi;
50 g di uvetta;
3 tuorli;
1 bustina di vanillina;
3 cucchiai di confettura di albicocche;*
1 limone non trattato;
Marsala secco q.b.

*Io ho utilizzato confettura di kiwi fatta in casa.


Preparate la pasta brisèe: sulla spianatoia impastate 250 g di farina con 160 g di burro a pezzetti e 2-3 cucchiai d'acqua. Coprite con pellicola e lasciate in frigo 1 ora. Stendete la pasta a circa 3 mm di spessore e foderate uno stampo a cerniera imburrato e rivestito di carta da forno. Tenete da parte i ritagli di pasta in frigo.
Scegliete una mela di forma regolare, eliminate il torsolo con il levatorsoli e sbucciatela. Mettetela in un pentolino che la contenga a misura, copritela d'acqua, unite 20 g di zucchero e un pezzo di scorza di limone. La mela va cotta poco (10-15 minuti massimo) in modo che rimanga al dente. Se volete, potete sostituire metà acqua con vino dolce.
Scaldate il latte con la vanillina e 50 g di zucchero. Montate 2 tuorli con la farina rimasta, versando a filo prima 3 cucchiai di Marsala, poi il latte caldo. Cuocete la crema a fuoco basso, mescolando, finché si sarà addensata. Punzecchiate la pasta con una forchetta e spolverizzatela con metà dei biscotti sbriciolati; stendete la crema e completate con i biscotti secchi rimasti e l'uvetta ammorbidita nel Marsala, tenendone da parte un cucchiaio. Sistemate sulla crostata le mele rimaste a fettine che andranno disposte con cura, accavallandole leggermente partendo dal bordo. Fate poi un secondo giro sistemandole in senso contrario al primo (se vi avanza spazio...a me non è accaduto).
Scolate e asciugate con carta da cucina la mela intera. Dalla pasta brisée avanzata, ricavate delle strisce, spennelatele con il tuorlo rimasto e  avvolgetele a spirale attorno al frutto. Mettetelo al centro della torta, riempite il foro con uvetta e confettura. Sciogliete il resto della confettura a fuoco basso in un pentolino e spennellatevi le fettine di mela; spolverizzate di zucchero e cuocete la torta in forno a 180°C per 40 minuti. Fatela raffreddare e servite.

Con questa ricetta, partecipo al contest "La Torta d'autunno" del blog Semplicemente Pepe Rosa in collaborazione con il sito Mama Shabby.

giovedì 3 novembre 2011

Trick or Treat? Halloween's Cookies

Premetto subito che io non ho mai festeggiato Halloween in vita mia. Quando ero piccolina, probabilmente non sapevo neppure che questa festa esistesse, non solo perchè non è presente nella nostra cultura ma è stata importata da altri paesi, ma anche perchè, vivendo io in una cittadina non particolarmente grande, lo spirito del "trick or treat?" (il "dolcetto o scherzetto", per dirlo come da noi) non ci ha mai "posseduti", almeno non in quel di Ventimiglia.
Ergo, crescendo, mi dava anche un po' fastidio che dovessimo "copiare" gli americani importando una festività che non ci appartiene e, se aggiungiamo anche il mio odio nei confronti del colore arancione...beh, i giochi erano fatti.
Ma quest'anno, complice il fatto che i miei genitori per il giorno dei Santi sono andati in Piemonte a trovare i parenti, ho deciso di darmi da fare con un po' di biscottini a tema. E quale tema più indicato se non appunto quello di Halloween?
Come vi avevo già spiegato qui, la mia amica Silvia quest'estate mi ha disegnato e ritagliato parecchie formine per biscotti (lei si che sa disegnare!). Non le ho ancora provate tutte, a dire la verità,  e ho in mente parecchie altre idee per la prossima volta che ci vedremo, ma il risultato, anche questa volta, mi ha entusiasmata.
La ricetta dei biscotti è una semplice pasta frolla, presa dal sito dell'inimitabile Giallo Zafferano. 
Oh, e ci tengo a dire, così per la cronaca, che le formine delle zucche le ho fatte da sola! Non devo essere poi così pessima nel disegno, allora, come pensavo... :-)


Ingredienti (per circa 40 biscotti):
125 g di burro freddo;
250 g di farina Antigrumi Molini Pivetti;
2 tuorli d'uovo;
1 bustina di vanillina;
100 g di zucchero a velo;
1 pizzico di sale.

-Per la glassa:
zucchero a velo q.b;
albume d'uovo avanzato dalla frolla q.b;
colorante alimentare*.

*non so quale colorante alimentare siete abituate ad utilizzare (se lo utilizzate), ma io avevo comprato anni fa su internet un tipo in barattolini, liquido. Non è che mi sia mai trovata male, sia chiaro, però è abbastanza scomodo da "prendere". Beh, ho comprato quello in gel della Decora di colore viola: una favola! In poche gocce ti da un colore fantastico, si spreme dal tubicino senza fatica, insomma lo consiglio.


Sulla spianatoia fate la fontana con la farina ed un pizzico di sale, al centro ponete il burro freddo di frigo tagliate a cubetti e cominciate ad amalgamare il tutto con le mani, fino a quando il composto non risulterà ben sbriciolato. Ricomponete la fontana ed al centro ponete gli ingredienti restanti: zucchero a velo, vanillina e tuorli d'uovo. Sempre con le mani impastate gli ingredienti fino a che non si formerà una palla omogenea che andrà a riposare in frigo per almeno 1 ora avvolta da pellicola.
Dopo ciò stendetela sulla superficie infarinata della spianatoia e ricavatene tante formine. Infornate a 180° in forno preriscaltato per circa 10 minuti (a seconda però della potenza del vostro forno, controllate quindi i biscotti abbastanza di frequente).
Dopo averli lasciati raffreddare, saranno pronti per essere decorati.
Non vi do le dosi per la glassa poiché io oramai vado abbastanza ad occhio. Per regolarvi, in una ciotola mescolate un po' di zucchero a velo con un liquido a scelta (in questo caso, essendo avanzata la chiara dell'uovo io ho utilizzato quella, ma potrete anche aggiungere acqua, latte, liquore o essenze, a seconda del vostro gradimento). Ricordate che la glassa non deve essere ne troppo liquida ne troppo morbida, deve essere adatta ad essere stesa sui biscotti facilmente ma senza che coli oltre gli argini. Se non siete sicuri, provate a decorare un biscotto per prova (io utilizzo dei pennelli, misura 8 per le parti più consistenti, misura 5 per i dettagli), al massimo potete aggiungere o del liquido o dello zucchero a velo a seconda delle necessità. Unite anche il colorante ed il gioco è fatto!


Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette di Halloween di Cucinare...la mia passione

E al contest di Molino Chiavazza "Trick or Treat?"


mercoledì 26 ottobre 2011

Tagliatelle al sugo di latte della nonna Maria

Io non ho mai conosciuto mia nonna Maria poiché è morta l'anno prima che nascessi.
So che era brava a cucinare ma negli ultimi anni cucinava meno perché mio padre era a dieta. So che amava molto il buio e che una volta mia madre, rientrando a casa e pensando non vi fosse nessuno, accese la luce e se la ritrovò seduta su una poltrona: si prese un bello spavento. So che il suo colore preferito era il verde e che, la prima volta che mia madre andò a casa di mio padre per conoscerla, le fece trovare un tavolo pieno di prosciutto e melone, perché a mia mamma piacevano.
So che avrebbe voluto una nipote femmina e i miei genitori mi hanno dato come secondo nome proprio Maria.

Mia mamma, qualche tempo fa, ha trovato in un cassetto un plico di fogli contenenti ricette scritte a mano proprio da mia nonna. Non sono molte: alcuni sughi, un po' di pesce, un paio di dolci. Ovviamente, non appena le ho viste, ho subito pensato di provarle al più presto e, adesso che è finalmente arrivata la stagione più fredda, mi sono messa all'opera. Su uno di questi fogli (che, tra l'altro, è l'unico che non riporta la scrittura di mia nonna ma quella di un'altra persona di cui purtroppo non conosciamo l'identità) come titolo era riportato "sugo per tagliatelle" ed era abbastanza strano poiché alla fine indicava l'aggiunta di un bel bicchiere di latte.
E così ecco che ho preparato le tagliatelle a mano e ho messo sui fornelli questo sugo. Il risultato è stato parecchio piacevole, un'idea originale da portare in tavola quando si ha voglia di sperimentare una ricetta un po' diversa ma si ha poco tempo e pochi ingredienti in casa. 
Ultima raccomandazione: vi riporto gli ingredienti e il metodo di preparazione così come è stato scritto su quel foglietto, dunque privi di dosi. Considerate il numero di persone e regolatevi di conseguenza, si sa che le nostre nonne (e spesso mamme) cucinavano ad occhio!

Ingredienti (per 4 persone):
300 g di farina Antigrumi Molini Pivetti;
3 uova;
1 pizzico di sale;

-per il sugo:
1 fetta di coppa*;
-olio q.b;
-cipolla;
-carne macinata;
-pepe q.b;
-sale q.b;
-1 dito di vino;
-abbondante pomodoro passato;
-basilico;
-1 spicchio d'aglio;
-1 bicchiere di latte.

*in realtà io ne avevo una confezione aperta, dunque ne ho usate circa 7-8.


Sulla spianatoia, fate la fontana con farina e al centro uova e il pizzico di sale. Impastate fino a quando gli ingredienti non saranno ben amalgamati, poi lasciate riposare per una mezz'oretta. Riprendete la pasta, stendetela e ricavate le tagliatelle.
Per il sugo (ricopio ciò che era scritto sul foglietto): "olio, una fettina di coppa con cipolla e fate rosolare. Aggiungete carne macinata con sale e un pizzico di pepe. Lasciare cuocere pochi istanti e quindi aggiungere un dito di vino. Assorbito il vino aggiungere abbondante pomodoro passato (pelati d'inverno), con l'aggiunta di basilico, cipolla e uno spicchio d'aglio per dare gusto al sugo e lasciare cuocere, aggiungendo un bicchiere di latte anziché acqua e lasciarlo ristringere al massimo."
Fate bollire abbondante acqua salata e fate cuocere le tagliatelle per qualche minuto, scolatele e condite con il sugo.
Con questa ricetta partecipo al contest "Le ricette...con la nonna" di Profumo di cose buone.

E nuovamente al contest "La pasta fatta in casa" di Fusilli al tegamino

sabato 22 ottobre 2011

Lasagne al pesto

Ed eccomi qui, con una nuova ricetta, tratta direttamente dalla cucina regionale ligure.
Il pesto...beh, non serve che io spenda molte parole su un prodotto che tutti voi conoscete, vi basti sapere che, da piccola, non rientrava tra le mie pietanze preferite, non saprei per quale particolare ragione. Negli ultimi tempi, invece, sto cominciando ad apprezzarlo sempre di più, complice forse anche il fatto che la rosticceria sotto casa a Genova ne prepara una variante buonissima che ho dunque deciso di replicare. Il risultato mi ha soddisfatta pienamente e la mozzarella di bufala che ho utilizzato ha dato quel tocco in più che davvero ha reso le lasagne speciali.

Ingredienti (per 5-6 persone):
400 g di farina Antigrumi Molini Pivetti;
4 uova;
1 pizzico di sale;
1 barattolo di pesto*;
1 mozzarella di bufala;
parmigiano grattugiato q.b.

Per la besciamella:
100 g di burro;
100 g di farina;
1 l di latte;
noce moscata q.b;
1 pizzico di sale;

*io ne avevo uno abbastanza grande, di circa 350-400 g, preparato in casa da un'amica di mia madre.

Cominciate a preparare la sfoglia: su una spianatoia fate la fontana con la farina, il pizzico di sale e le uova. Impastate fino a quando gli ingredienti si saranno ben amalgamati e lasciate riposare il composto per circa mezz'ora, poi riprendetelo e stendetelo con il mattarello o con la macchina apposita. Formate le sfoglie di lasagne delle dimensioni che preferite e scottatele in acqua che ha raggiunto il bollore per pochi minuti.
Occupatevi ora della besciamella: in un pentolino ponete il burro a sciogliere, quando questo sarà liquido aggiungete la farina setacciata (io ho utilizzato quella Antigrumi Molini Pivetti, dunque non ho avuto bisogno di setacciarla) e mescolate sul fuoco fino a quando non vi saranno più grumi, facendo ben attenzione che non si attacchi al fondo della pentola. Avete dunque ottenuto il cosiddetto roux.
A questo punto togliete dal fuoco e aggiungete il latte scaldato in precedenza, mescolando bene con un cucchiaio di legno. Rimettete sul fuoco, aggiungete un pizzico di sale e uno di noce moscata e fate cuocere a fiamma bassa fino a quando la salsa non si sarà addensata (circa 15 minuti). Lasciate intiepidire.
Aggiungete poi il pesto alla besciamella e mescolate, dopodiché siete pronti per comporre la lasagne. In una teglia abbastanza grande spalmate un sottile strato di besciamella al pesto, poi foderate con un primo strato di sfoglia, besciamella al pesto, mozzarella di bufala a dadini e parmigiano grattugiato. Continuate in questo modo fino a terminare la profila (nel caso vi avanzasse sfoglia e/o besciamella, utilizzate più contenitori, oppure congelate la sfoglia), avendo cura di finire con lo strato di besciamella, mozzarella e parmigiano.
Fate cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 25 minuti circa (a seconda della potenza dl vostro forno).
Et voilà!


E con questa ricetta partecipo al contest "La pasta fatta in casa" del blog Fusilli al Tegamino.


lunedì 17 ottobre 2011

Cheesecake Brownies e prima collaborazione!


La mia passione per tutto ciò che è made in USA cresce esponenzialmente ogni giorno di più, dunque quando mi sono imbattuta in questa ricetta di Donna Hay sul blog Croce e Delizia, che univa per di più due tra i dolci che amo più al mondo, beh, non ho potuto assolutamente resistervi. Non solo perché appunto il dolce in questione è un incrocio tra la cioccolatosa scioglievolezza dei brownies classici e la pastosa e liscia crema del cheesecake, ma anche perché visivamente questi dolcetti, posti in pirottini colorati ma anche semplicemente presentati in un piatto da portata, riescono a fare la loro bella figura con il minimo sforzo.
Dunque, bando alle ciance, vi consiglio vivamente di provare questa ricetta: non ve ne pentirete!

Ingredienti:
185 g di burro morbido;
20 g di cacao amaro setacciato;
180 g di zucchero semolato + 4 cucchiai colmi;
4 uova;
140 g di farina OO Molini Pivetti Antigrumi;
1/2 cucchiaino raso di lievito per dolci;
250 g di formaggio Philadelphia.


Sbattete 2 uova con il burro tagliato a pezzetti a temperatura ambiente e lo zucchero.
Setacciate la farina con il lievito (anche se nella ricetta originale non è previsto il lievito poiché la base del dolce deve rimanere bassa e umida, comunque io l'ho aggiunto in minima parte) ed unirla al composto insieme al cacao setacciato. Mescolate bene per amalgamare il tutto. Rivestite una teglia quadrata (di circa 20 cm di lato) con un foglio di carta da forno e versatevi l'impasto; successivamente, con il dorso del cucchiaio, create dei piccoli avvallamenti (nei quali si verrà poi ad addensare la copertura di formaggio).
Preparate ora la parte superiore del dolce: versate il philadelphia in una terrina e, utilizzando una frusta, amalgamatelo alle altre due uova e ai 4 cucchiai di zucchero, mescolando bene per non lasciare grumi. Versate poi il composto sulla base di al cioccolato e, con l'aiuto di una forchetta, "girate" l'impasto (come se si trattasse di una torta marmorizzata). Infornate a 160°C per 40-45 minuti. Sfornate, lasciate raffreddare e tagliate a quadrotti.


Come ho scritto nel titolo, con questo post La Cucina di Gigì si apre, finalmente, alle collaborazioni: qualche settimana fa ho ricevuto una mail dalla gentilissima Laura Malaguti dell'ufficio marketing dell'azienda Molini Pivetti, la quale mi chiedeva se ero disposta ad iniziare una collaborazione tra il mio blog e la loro azienda.
"Certamente!" ho risposto subito con gioia, e dopo un paio di settimane mi è arrivato a casa un pacco con tre kg della loro nuova farina Milleusi Antigrumi.
Che dire? La farina è liscissima e morbida, praticamente non è necessario setacciarla e si adatta a tutte le preparazioni (in uno dei prossimi post vedrete lasagne, biscotti, ecc... tutto preparato con la farina Molini Pivetti).
Che dire, ringrazio Laura e la Molini Pivetti per avermi scelta!


Et voilà!
Penso di avervi detto praticamente tutto, ad eccezione del fatto che, anche con questa ricetta, partecipo al contest de I dolci di Caia "USA sweet USA".

martedì 11 ottobre 2011

Tortini verdi liguri

Per chi non la conoscesse, la torta verde è una tipica varietà di "street food" ligure che viene venduta più o meno in ogni panetteria in tutta la regione. Ne esistono diverse varianti: la mia preferita in assoluto è quella alle zucchine, ma esistono anche quelle con verdure miste e con i carciofi.
Ho preso la ricetta da un'altra foodblogger Ka', anche lei ligure come me e il suo post originale lo potrete trovare qui. Io vi propongo la mia versione, molto simile a quella di Ka', con cui ho deciso di preparare dei piccoli tortini, ma che potrete usare anche per un testo "normale" di circa 22-24 cm di diametro.


Ingredienti (per la sfoglia):
150 g di farina OO;
1 pizzico di sale;
3-4 cucchiai di olio extravergine di oliva;
acqua tiepida q.b-

(per il ripieno):
500 g di zucchine;
1/2 cipolla;
1 pugno di riso;
2 uova;
50 g di grana grattugiato;
2 cucchiai di olio extravergine di oliva;
sale q.b;
pepe q.b.

Sulla spianatoia impastate la farina con il pizzico di sale, l'olio e l'acqua fino a quando non otterrete una pasta liscia e senza grumi, poi lasciate riposare. Nel frattempo lavate e tagliate gli zucchini a rondelle sottili e poneteli in una ciotola capiente. Tagliate anche la cipolla, unitela agli zucchini insieme al riso già cotto, le uova e il parmigiano. Mescolate il tutto.
Con il mattarello stendete la pasta sulla spianatoia il più sottile possibile: se decidete di preparare piccoli tortini dividete la pasta prima di stenderla in più parti, altrimenti stendete tutta la massa unita. Oliate ben bene la/le teglia/e e trasferitevi la pasta, poi versate all'interno il ripieno di verdura. Tirare la pasta rimanente (che risulterà piuttosto elastica e coprite la torta, poi spennellate con abbondante olio extravergine di oliva. Cuocete in forno preriscaldato a 200°C per 20 minuti circa i tortini o 30/40 minuti la torta singola.

  Con questa ricetta partecipo al contest di "Dolci a Gogò"





mercoledì 5 ottobre 2011

Plum Cake all'English Rose Tea

Se mi seguite su Facebook (a proposito, se non lo fate, date un'occhiata qui sulla destra e vedrete il mio banner, cliccate e chiedetemi l'amicizia!) saprete forse che quest'estate ho passato alcuni giorni fantastici sia a Londra con le amiche prima, che a Praga con la famiglia poi. Un paio di annetti fa avevo l'abitudine di postare qui sul mio blog una sorta di resoconto di viaggio, con foto e commenti (per esempio questo, oppure quest'altro).
Vi confesso che l'idea mi piace ancora e che vorrei avere più tempo per riproporre quel tipo di post, ma appunto le foto sono tantissime (tipo 1600 quelle di Londra...eh, si, sono quasi maniacale me ne rendo conto!), il tempo è poco e la voglia a volte c'è a volte no. Dunque vi dirò che per il momento mi limito a mostrarvi alcune immagini culinarie e non, poi magari, chissà, un giorno presa da un'insopprimibile voglia di pubblicare i miei racconti di viaggio tornerò con qualcosa di più dettagliato. ;-)
Ma veniamo ora alla ricetta di oggi, cosa ha a che fare con tutta questa introduzione sulla Patria della Regina Elisabetta?? Beh, ovviamente tutto!
Nel senso che saprete meglio di me che l'Inghilterra è patria del te delle 5 e che l'English  Rose è il fiore simbolo della Gran Bretagna. Dunque io, tra mille e più souvenir comprati, potevo forse lasciarmi sfuggire questo aroma così insolito? Appunto.


Ingredienti:
3 uova;
250 g di zucchero;
65 ml di olio di oliva;
140 ml di acqua;
260 g di farina;
1/2 bustina di lievito;
1 bustina di vanillina;
8 g di English Rose Tea (o qualsiasi altra tipologia di tè, potete sperimentare!);
40 g di cacao amaro;
1 limone (scorza grattugiata).

Amalgamate bene uova e zucchero, fino a quando non otterrete una crema chiara e gonfia. Unite l'olio, l'acqua, la scorza, la vanillina, il tè sempre continuando a mescolare, in seguito, poco alla volta aggiungete farina e lievito setacciati. Versate metà dell'impasto in uno stampo da ciambella imburrato ed infarinato, poi incorporate al rimanente il cacao setacciato. Versate anche l'ultima parte dell'impasto, poi immergetevi una forchetta e cominciatela a girare all'interno della crema, in questo modo si fornirà la fantasia tipica del marmorizzato.
Infornate la ciambella per circa 45 minuti a 170°-180° (a seconda della potenza del proprio forno).

Un simpatico amico roditore a Kensington Garden

Una fantastica bakery a Portobello...ovviamente non potevo lasciarmi sfuggire un cupcake, il migliore che io abbia mai assaggiato! 
Anche la Red Velvet Cake aveva un aspetto invitantissimo...la prossima volta!

Non potevo assolutamente uscire dalla Bakery senza il mio pacchettino con il cupcake!

Ma cosa c'è di più buono di un bel muffin super cioccolatoso?

Ahhhh, i cupcakes...

E veniamo alle note dolenti...io GIURO che non mangerò mai più un fish and chips in vita mia. Non avevo pregiudizi sulla cucina inglese e non mi faccio problemi a mangiare "schifezze" quando non sono in Italia, ma questo è stato veramente pessimo. Sarà che l'abbiamo mangiato in un locale economico, ma la pesantezza di questo fish and chips ancora mi tormenta!

E voi? Avete esperienze londinesi (gastronimiche e non) da raccontare?




Anche con questa ricetta partecipo al contest "The sweet tea" del blog La dolce vita.

E ancora al contest "Pronti per ricominciare??" del blog Olio e Aceto

E al blog candy di Zampette in pasta